| La casa di ieri | ||||
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giovedì, settembre 03, 2009
Settembre è il mese degli abbandoni. Replica seriale di una scenetta eterna. Protagonisti identici vestono abiti differenti. Di scena. Ma siamo sempre io e te, dietro ogni variazione sul tema, a prova di banalità. Tu che abbandoni me. Io che ti avevo lasciato da molto tempo. Io che ti lascio ogni giorno. Io che non so lasciarti andare e cerco di meritare la stessa distanza senza affetto con altri. A cui il ruolo riesce sempre intatto. Senza redenzione. Senza punizione. Con molta pena cadono le foglie. Mi fissi un secondo, in un attimo lucido sappiamo che non ci rivedremo più. Te lo lascio leggere. Ma volti le spalle e sbatti la porta e non ti importa della distanza eternamente infinita che ci separerà. Per sempre. Che mi separerà per sempre da occhi piccoli e cattivi, quasi dorati. E poi castani. E poi blu. E poi ancora blu. Settembre è il mese più doloroso delle mie molte vite, di tutte le mie stagioni. Difficile resistere alla tentazione di chiedere a spalle nuove, che nulla sanno di ruoli e maschere di scena, di voltarsi per l'ennesima volta senza pietà. Lontano da me. E' come una danza. Un tango al contrario. Un contatto fisico fatto di vuoti ed allontanamenti. Una passione senza aria. Una falena sotto vetro. Il sole è una lampadina. Le foglie muoiono. Gli alberi sotto sotto sono nudi. Le persone se ne vanno. O non ci sono mai state. Perdersi per sempre. Non smettere di perdere qualcuno per sentirlo vicino tutti i giorni. Un tango al contrario. Sono sempre stata una cattiva ballerina.
scritto da E.T. |
23:51 | commenti (2)
domenica, agosto 23, 2009 Nuvole come sospiri, in una serata d'estate. Qualunque. Cielo clemente e bello. Immagino. Lontane pretese di buio.
scritto da E.T. |
20:31 | commenti (2)
sabato, agosto 01, 2009 La poesia lungo la strada diventa da una forma di scrittura, una forma di felicità. Che sale in gola come un profumo inatteso. Amatissimo.
scritto da E.T. |
13:01 | commenti (1)
sabato, marzo 07, 2009 Giornata di sole, al riparo dal vento e dall'inverno. Essere qui, essere altrove. Essere, semplicemente, legata ad una giornata di sole, senza chiedere nient'altro. Non è vero. Chiedendo soltanto che il sole non tramonti, che il cielo non si rassegni al nero. E poi viene la notte, timida, di stelle e di luna, piccola e bella. Ed io non so davvero dove il senso si nasconda. Non conosco alcuna direzione e non ho abbastanza amore per me e per i miei giorni, a tratti troppo faticosi. Ma il cielo che cambia colore senza cambiare mai forma mi insegna la saggezza del camaleonte. Essere se stessi stando bene con le forme intorno, piano piano. E' un talento difficile da indossare. E' un colore che non esiste quello del camaleonte, quello del cielo. Perché è una tavolozza e non un'identità. Difficile convivere con se stessi, facile convivere con gli altri. Davvero improbabile trovare la propria dimensione e fermarsi. Cangiante, tentando di conservare memoria dei colori passati, perché ci si augura sempre che un giorno ritornino, per non perdere in profondità, muovendosi in estensione nel mondo. scritto da E.T. |
23:50 | commenti (3)
mercoledì, dicembre 31, 2008 Anno nuovo, anno nuovo, cosa porterai sotto la neve che inizia a cadere? Cosa mi porterai? Attimi? Paure? Sorrisi? Vita? No, vita no, non troppa. L'anno scorso chiesi vita. Quest'anno chiedo felicità. Quanta più puoi, senza ritegno. C'è bisogno di risa. C'è bisogno di vento che spalanchi tutte le finestre, cantando. Ci conto. Un po' me lo devi, non credi? scritto da E.T. |
20:20 | commenti (2)
mercoledì, dicembre 10, 2008 Smettere di punirsi per non essere come tutti gli altri
e raccontarsi la verità dentro parole che ritornino ad essere quadri.
Amen.
scritto da E.T. |
17:43 | commenti (2)
domenica, ottobre 05, 2008 Matrimonio toscano, all’ombra delle colline senesi, rischiarate di sole e bellezza rosso-autunnale. scritto da E.T. |
21:06 | commenti (2)
giovedì, settembre 11, 2008 Doveva finire il mondo. scritto da E.T. |
23:38 | commenti (3)
domenica, agosto 31, 2008 ...come se dovesse accadere qualcosa di bello... in una giornata lattiginosa di fine agosto.
scritto da E.T. |
12:26 | commenti (1)
domenica, agosto 24, 2008 Cielo blu su Milano. Stranamente mite e violento, da pacato Sud. Pensieri si rincorrono in file disordinate, come le nuvole di cui il blu oggi non conserva alcuna memoria.
Penso alle persone come grani di un rosario incontrate dalle dita e poi superate nella vita per i piu' svariati (mai sufficientemente buoni) motivi.
Mi piacerebbe non averle mai perse.
Sono come ricchezze lasciate cadere senza nome nel passato. La vita è difficile, la vita è fatta di sabbia che scorre e, se non si ha l'intelligenza di bagnarla d'anima, che fugge via come polvere nel vento.
E' una cosa che temo molto, questo inaridimento dell'anima, questa desertificazione dell'io causata da venti di fretta e di velocità, che smarriscono le cose davvero importanti nello scorrere di un tempo qualitativamente non necessario.
Gran sentimento la paura, questa paura.
Gran movimento contrario allo scorrere inesorabile dei giorni.
Fermare.
Pensare.
Tornare indietro.
Recuperare i volti.
Recuperare i giorni.
Ricordare le risate.
Perché la sabbia volata via non è polvere, ma oro nel vento. Ed a voler guardare bene, a voler tornare indietro un attimo, brilla nella luce e non è - quasi - mai davvero perduta.
Giorno di blu e speranza luccicante d'oro.
Al riparo da qualunque nuvola.
scritto da E.T. |
14:57 | commenti (1)
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